Il Tintilia, l’ammaliante vino molisano

Il Tintilia, l’ammaliante vino molisano

E’ una storia piena di suggestione quella del vino autoctono del Molise, terra ricca colori e di profumi, dove l’incanto di una natura incontaminata e selvaggia incontra l’archeologia, tra il verde dei boschi e l’azzurro del mare.

La Tintilia richiama nel suono della sua parola la “tentella”, una ragazza dal temperamento vivace, civettuola ed ammaliante. È un’uva diffusa soprattutto nell’antico “Contando de Molisio” ristretto areale molisano e dell’alto Sannio ad un’altitudine superiore ai 450-500 metri s.l.m.

Le sue origini sono avvolte dal mistero. Per lungo tempo si è creduto che il vitigno provenisse dalla Spagna, teoria, questa, accompagnata anche da una leggenda che vuole che sia l’amore il motore del suo viaggio verso il Molise. Il primogenito del conte Carafa, nobile di origine napoletane, discendente dai nobili Caracciolo, nel 1300 si innamora della figlia di un luogotenente dei Borboni di origine spagnola. I due convolano a nozze e, come vuole la tradizione, la sposa porta in dote per il banchetto nuziale un vino che delizia tutti gli invitati.

Ben presto la dolce sposa si ammala e lascia nella disperazione il Conte Carafa che, nel vano tentativo di alleviare il suo dolore, commissiona in Spagna alcuni rami di quel vitigno il cui nettare aveva allietato le sue nozze e li impianta in agro di Ferrazzano tra i comuni di Mirabello e Gildone la prima vigna di Tintilia.

Oggi, a seguito di una ricerca dell'Università del Molise, si escludono parentele con altri vitigni.

La Tintilia è un vitigno rustico, che resiste bene al freddo, ma non è molto vigoroso e ha una produttività piuttosto bassa. L’uva, di colore nero-bluastro, ha una buona aromaticità e dà origine a un vino molto particolare, dal colore intenso e carico.

Il profilo olfattivo è caratterizzato da eleganti note speziate, che si fondono con sentori di frutta rossa.

Ha una buona struttura, in bocca è caldo ed esprime aromi complessi. Il finale ha una bella persistenza. Una buona acidità e tannini importanti. Un vino da riscoprire e valorizzare a tavola, in abbinamento con agnello, carni grigliate e alla cacciatora.