La Rosa Canina, il rimedio di bellezza delle matrone romane

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Nell'antica Roma, le matrone, dopo il bagno, erano solite farsi massaggiare il corpo con la polvere  di rosa canina  mista ad olio essenziale della stessa. Ed, inoltre, per avere un alito gradevole succhiavano pasticche preparate con petali di rosa, mirra e miele.

Ma questa pianta ha origine ben più antiche: è nata più di quaranta milioni di anni fa ed appartiene alla famiglia delle rosacee.

Gli Assiri la consideravano altamente medicamentosa e i medici greci la prescrivevano come tonico in caso di astenia. Il nome le fu dato da Plinio il Vecchio che affermava di aver curato un soldato dalla rabbia,  con l' estratto di rosa canina, un soldato.

 Avicenna, filosofo e medico medievale, considerava la pianta in grado di curare la tubercolosi.

 La particolarità più attraente di questa pianta sono i suoi frutti, chiamati cinorrodonti. Ricchissimi di vitamina C,  sono anche la parte più usata, soprattutto in cucina, per preparare sciroppi ed ottime marmellate.

La Rosa canina contiene anche beta carotene ed è raccomandata, quindi, a chi vuole prevenire l’invecchiamento e gli eritemi solari.

Rafforza le difese immunitarie ed è indicata nelle prevenzioni di riniti e allergie.

Tisana

  • 1 cucchiaio di bacche di Rosa Canina T.T.
  • 1 tazza d'acqua

Versare l'acqua precedentemente portata ad ebollizione sulle bacche. Lasciare in infusione 10 minuti e sorbire tiepida.

 

Marmellata di Rosa Canina

  • 700 gr di bacche di Rosa Canina al netto degli scarti
  • 350  gr di zucchero
  • Acqua

Aprire le bacche a metà ed estrarre i semi e la peluria. Bollire in acqua abbondante per circa 40 minuti o almeno fino a che non siano morbide. Frullare il tutto e filtrare con un colino a maglie strette. Rimettere la purea in una pentola di acciaio dal fondo spesso, aggiungervi lo zucchero e far addensare a fuoco medio. Una volta pronta, invasare la marmellata in vasi di vetro sterilizzati e conservare al buio.