Le Scauratelle: l'Alfa e l'Omega del Tempo

Le  Scauratelle: l'Alfa e l'Omega del Tempo

di Carmen Autuori

Sono un’eredità dei coloni greci che vissero, tra il VII e il VI secolo, nell'area di Poseidonia, divenuta in epoca romana Paestum.

Tali dolci venivano preparati in onore degli dei nella notte più lunga dell'anno: quella del solsistizio d'inverno. Si celebrava, in quella notte, il ritorno della Luce, del tempo rinnovato.

Con l'avvento della religione cristiana, tale notte coincise con la Vigilia di Natale. Si fissò in un punto preciso dell'anno la chiusura e l'apertura di un ciclo: l'Alfa e l'Omega del tempo.

 Le Scauratelle hanno proprio queste forme, rigorosamente. Alcune quella dell'Alfa, altre quella dell'Omega, rispettivamente la prima e l’ultima lettera dell’alfabeto greco.

La simbologia attribuita alle due lettere richiama, inoltre, le parole di Gesù nell’Apocalisse: “Io sono l’Alfa e l’Omega…Io sono il principio e la fine”.

Fino a qualche anno fa si preparavano solo nella notte della Vigilia, ora è invece facile trovarle, soprattutto nelle pasticcerie della Divina Costiera, per tutto il periodo natalizio ed anche oltre.

Se la forma rimane invariata indipendentemente dal luogo in cui vengono prodotte, così come l’utilizzo del miele che è elemento essenziale, lo stesso non si può dire della decorazione: nel Cilento è facile che siano contornate da alloro, una chiara reminiscenza greca, o da rosmarino, mentre nel salernitano o in Costiera vengono decorate da allegri confettini colorati.

Pur partendo da una base di acqua e farina, la ricetta varia a seconda della zona di produzione del dolce. L’uso di alcuni aromi piuttosto che di altri influisce non poco sul gusto finale. Se nelle zone interne quelli più usati sono le bucce di agrumi, è nei monasteri, da sempre luoghi deputati a creare i dolci più raffinati, che le Scauratelle si arricchiscono di spezie e liquori.

La ricetta delle mie Scauratelle mi è stata generosamente donata da Suor Placida, monaca di clausura del convento Benedettino di Eboli.

La ricetta per 30/35 Scauratelle

  • 3 tazze di farina 0
  • 3 tazze di acqua
  • 2 cucchiai di zucchero semolato
  • 1 bicchierino di anice
  • 1 bicchierino di Strega
  • 1 bicchierino di Sambuca
  • 2 mandarini (buccia e succo)
  • 1 arancia (buccia e succo)
  • 1 pizzico di cannella
  • 1 pizzico di sale
  • 2 fialette di Millefiori
  • 1 fialetta di acqua di fior d'arancio
  • 1 buccia di limone biologico
  • Vaniglia

Per la finitura

  • 200 g di miele Millefiori
  • Confettini colorati

Bollire, in una pentola dal fondo spesso, l'acqua con sale, zucchero, i liquori, gli aromi, i mandarini, l'arancia e la buccia di limone per circa 10 minuti dal bollore. Versare in un sol colpo la farina, girare vigorosamente sempre nello stesso verso sul fuoco fino a che la pasta non comincia a sfrigolare.

Versare il tutto sulla spianatoia, precedentemente unta con l'olio, battere col mattarello fino ad intiepidire. Ricavare dei rotoli dello spessore di un dito, tagliarli alla lunghezza di circa 10 cm e formare l'alfa e l'omega.

Quando le scauratelle sono fredde, friggerle in olio profondo, sgocciolarle e condirle con miele precedentemente sciolto e confettini colorati o rosmarino.

Curiosità

Tante sono le superstizioni legate a questo dolce. Ad esempio l’ora migliore per impastarle è la mattina presto perché il vicinato non deve sentire l’odore del fritto, in quanto l’invidia potrebbe farle scoppiare. Lo stesso effetto si avrebbe se qualcuno assaggiasse una zeppolina prima che sia terminata la frittura, proprio per questa ragione i bambini vengono tenuti lontani dalla cucina. Il numero di chi si dedica alla preparazione, inoltre, deve essere sempre dispari. Agli uomini non è consentito partecipare a questo “rito”.