Gli sfingi - San Giuseppe in Sicilia

Gli sfingi - San Giuseppe in Sicilia

di Carmen Autuori

Esiste un "fil rouge" che sottende la cucina meridionale tutta, costituito non solo dalla storia comune, basti pensare alle varie dominazioni da quella araba a quella spagnola (mai subite passivamente), ma anche da un sentimento comune che è quello dell'appartenenza alle tradizioni che, molto spesso, da riti pagani sono diventate festività cristiane: d'altra parte siamo tutti, orgogliosamente, figli della Magna Grecia.

Tutto ciò ha fatto sì che la maggior parte dei nostri piatti, soprattutto quelli delle festività, abbiano una matrice comune: è il caso delle zeppole di San Giuseppe, squisitamente campane e degli Sfingi siciliani. La base è la stessa: pasta bignè fritta in olio o strutto.

Le origini degli sfingi sono piuttosto controverse, c'è chi dice che derivino da dolci fritti e cosparsi di miele che si usavano offrire a Demetra, dea delle messi, nel periodo a ridosso dell'equinozio di primavera; chi invece li fa risalire all'epoca romana essendo preparati, sempre nello stesso periodo, in occasione della festa di Liber Pater, il custode della famiglia romana, divenuto, col Cristianesimo, San Giuseppe custode della Sacra Famiglia. Tali dolci venivano chiamati "spongia", spugna in latino, dato che ne ricordano la forma, da cui "sfingi".

Secondo Michele Amari, politico orientalista, nel suo" Storia dei Musulmani in Sicilia", invece, deriverebbero dagli "isfang", sempre dolci fritti ricoperti di miele, che sarebbero stati introdotti in Sicilia nel decimo secolo dopo Cristo.

Sebbene le origini siano incerte, è sicuro che gli sfingi sono dei dolci davvero goduriosi.

Gli ingredienti per circa 25 sfingi

  • 250 ml di acqua
  • 250 g di farina 00
  • 5 uova intere
  • 70 g di burro
  • 1 pizzico di sale
  • 1 pizzico di bicarbonato

Per la crema

  • 800 g di ricotta di pecora
  • 350 g di zucchero semolato
  • 100 g di gocce di cioccolato
  • 150 g di scorza d'arancia candita
  • Olio di semi di arachide

Preparazione

Setacciare la ricotta, mescolarla con lo zucchero semolato, le gocce di cioccolato e i canditi tagliati a pezzi piccoli. Tenere da parte.

Mettere a bollire l'acqua, il burro ed il sale in una casseruola. A bollore, versarvi in un sol colpo la farina, mescolare vigorosamente, sul fuoco, fino a che non si stacchi dalla pentola. Una volta raffreddato il composto, aggiungervi un uovo alla volta continuando a mescolare. Il pizzico di bicarbonato va aggiunto con l'ultimo uovo. Con un cucchiaino prelevare l'impasto e versarlo in olio bollente profondo. una volta dorate, sgocciolare molto bene le frittelle.

Incidere profondamente con un coltello gli sfingi, farcirli con la crema di ricotta. Decorarli con un pezzetto di arancia candita oppure, se si preferisce, con granella di pistacchio.

Il consiglio

Sebbene la ricetta preveda l'uso di ricotta di pecora, sono altrettanto gustosi con la nostra delicatissima ricotta di bufala.