La couperose si combatte (anche) a tavola

La couperose si combatte (anche) a tavola

Il sole, il vento e il freddo possono irritare e danneggiare la cute, in particolare quella del viso, più esposta agli agenti atmosferici. In questo periodo dell’anno si può andare incontro ad inestetismi come la couperose.

Ne parliamo con la dottoressa Elisabetta Fulgione, specialista in Dermatologia e Venereologia dell’ Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli” e Consigliere Nazionale SIME.

Dottoressa, che cos’è la couperose?

La couperose è un inestetismo della cute dovuto ad una vasodilatazione del microcircolo cutaneo e sottocutaneo che si manifesta con una colorazione rossa della regione centrale del volto. L’arrossamento della cute (red face syndrome) può essere presente occasionalmente in soggetti predisposti in caso di alterazioni climatiche, disfunzioni ormonali, terapie cortisoniche, assunzione di alcolici e cibi particolarmente speziati, oppure può rappresentare il sintomo iniziale di una patologia dermatologica chiamata rosacea.  

La corretta gestione della pelle nei soggetti con couperose è fondamentale. Usare i dermocosmetici adeguati può consentire alla cute di restare in buono stato, aiutando a prevenire il fotodanno e la iperattività cutanea. È sempre consigliabile una detersione a risciacquo con prodotti delicati e adatti alla pelle sensibile mentre, al contrario, sono da evitare salviette detergenti, dischetti e spugnette che possono irritare la cute.

Fondamentale è anche la presenza di un filtro solare nelle creme che vengono applicate al mattino sul viso”.

 

L’alimentazione può esser utile a contrastare questo inestetismo?

“Seguire una corretta e sana alimentazione ha sempre un effetto benefico per la nostra pelle. Nello specifico, chi soffre di couperose necessita di una dieta che contrasti la vasodilatazione e l’infiammazione. Posso essere utili gli alimenti ricchi di vitamina C e i flavonoidi come: more, mirtilli, lamponi, uva rossa, susine, tè, cipolle, cavolfiori, broccoli, lattuga e peperoni che svolgono un’azione antiossidante e migliorano la resistenza e la permeabilità delle pareti dei capillari. Anche nel periodo invernale si consiglia di scegliere cibi ad azione protettiva nei confronti dei danni solari come quelli ricchi di betacarotene, acido ellagico, esperidina che vantano anche proprietà antinfiammatorie, protettrici dei capillari sanguigni e regolatrici delle funzioni intestinali.

Il betacarotene, precursore della vitamina A, si trova in natura in molti prodotti tra cui le carote, la zucca, i cachi, il melograno - che contiene l’acido ellagico e permette di proteggere la pelle dagli effetti nocivi del freddo – e gli agrimi, la cui buccia contiene l’esperidina.

Quali cibi sono, invece, sconsigliati?

Tra gli alimenti che vanno consumati con attenzione perché  ricchi di istamina o istamino-liberatori (stimolano la vasodilatazione andando ad ampliare il sintomo di questo disturbo) ci sono i prodotti caseari, il cioccolato, le melanzane, gli spinaci, i pomodori, i fagioli, i piselli, le banane, i fichi e le prugne. Peggiorano, inoltre, lo stato della cute anche le spezie e l’alcool, causa di vasodilazione periferica”.

 

Cibi SI

  • I cibi ricchi di Omega 3: pesce azzurro, semi di lino, semi di chia.
  • I cibi ricchi di vitamina C: agrumi.  
  • I cibi ricchi di quercetina: mele.
  • I cibi ricchi di antiossidanti: frutti di colore rosso e viola come barbabietole, radicchio e fragole.
  • I cibi ricchi di oligoelementi, come manganese-cobalto: avena, grano saraceno, basilico, prezzemolo.
  • I cibi ricchi di triptofano e fenilalanina: banane, frutta secca, pollo, bresaola, vitello, uova.
  • I cibi ricchi di beta carotene: carote, zucca, cachi, melograno, agrumi.

Cibi NO

  • I cibi ricchi di istamina o istamino-liberatori: prodotti caseari, yogurt, panna acida, formaggio, cioccolato, melanzane, avocado, spinaci, pomodori, fagioli, piselli, banane, fichi, prugne.
  • Alimenti speziati.
  • Alcool.