Allergie di stagione

Allergie di stagione

La primavera è una stagione meravigliosa: rappresenta la rinascita, il risveglio dopo il lungo “letargo” dell’inverno. Per molti, però, è anche sinonimo di allergia. C’è poco da fare: bisogna rivolgersi ad un allergologo. Una corretta alimentazione, però, può aiutare a non peggiorare la situazione, soprattutto per quel che riguarda le allergie a cibi specifici. A spiegarci come è la dottoressa Paola Buoninfante, biologa nutrizionista specializzata in Bioterapia Nutrizionale.

“Non si tratta solo di eliminare ciò a cui siamo allergici, ma anche quei cibi a cui non siamo allergici ma che, per le loro caratteristiche, possono aumentare la produzione di istamine – spiega la dottoressa -  Con alcuni accorgimenti, anche in fase acuta potremo diminuire numero e intensità degli episodi”.

Cosa consiglia di escludere, quindi, in fase acuta?

Saranno esclusi dalla dieta tutti gli alimenti a cui si è allergici e anche alcuni altri: prodotti lievitati realizzati in maniera non ottimale e che potrebbero contenere ancora lieviti biologicamente attivi, latte e latticini, carne rossa, di pollo e di maiale, fragole, pomodoro crudo (soprattutto se poco maturo), uova, pesce, crostacei, frutti di mare, alghe e tutte le sostanze come caffè, cioccolato, tè, bevande energizzanti. Diverso è il discorso per la fase subacuta, quando i sintomi sono più lievi.

In questa fase, quindi, come si procede?

In fase subacuta, quando la sintomatologia sarà meno intensa, si potranno reinserire con gradualità le singole categorie di alimenti, in modo tale da verificarne la tollerabilità. Ad esempio si può iniziare dalla carne rossa, o dai prodotti ittici a basso contenuto di iodio e fosforo, dal pollo e dal prosciutto crudo.

Quando i sintomi non si presentano più intensi, invece, è consigliabile continuare in questo modo?

In questo caso sarà più semplice gestire le associazioni alimentari. Si andrà ad agevolare l’attività epatica che permette di catabolizzare gli allergeni ed a migliorare il microambiente intestinale. È importante, in questo caso, scegliere cibi che siano poco “manipolati”.

Anche in questo caso, tuttavia, è sconsigliato l’utilizzo di cibi altamente istaminergici come crostacei, mirtilli, formaggi stagionati, lieviti, fragole, pomodoro crudo.

Qualche esempio di piatto in grado di tenere a bada le istamine?

Sicuramente i carboidrati possono dare qualche vantaggio. Sì,quindi, a portate come pasta e riso all’arrabbiata, alla marinara, con ceci, cime di rapa, fagioli e zucchine o la classica con aglio, olio e peperoncino. Inoltre è indispensabile tostare il pane: quest’operazione eliminerà i residui di lievito ancora attivi nella mollica.

Per quanto riguarda le associazioni alimentari è importante tenere conto che ogni indicazione è specifica per il singolo individuo e non vale in caso di una specifica allergia al cibo utilizzato.