Agriturismi del Sannio

Agriturismi del Sannio

di Pasquale Carlo

Il giro del Sannio in dodici agriturismi. Dodici proposte per godere dei sapori di una terra tutta da scoprire, forte e generosa, il cui volto varia continuamente all'alternarsi delle stagioni. Dodici mete appartate in angoli suggestivi di un territorio ricco di storia e che parla anche di leggende, di streghe. Un territorio unico. Il consiglio è quello di un agriturismo per mese, assaporando la stagionalità di una variegata cucina che affonda le sue radici nella transumanza e ha poi trovato i punti forti nell'orto e negli allevamenti di razze di grande qualità. Ogni giorno è quello buono per viaggiare nel territorio "più vitato della Campania", assaporando i suoi nettari abbinati alle proposte di una cucina che fonda sulle tradizioni familiari, ma vi sono dei momenti dell'anno che rendono queste proposte gastronomiche occasioni da non perdere. Dodici agriturismi da visitare sempre, ma assolutamente da non perdere in quel mese in cui possiamo godere di piatti unici.

A maggio 

Questo suggestivo viaggio parte a maggio, obbligatoriamente dalla Valle del Titerno, territorio che spalanca le porte sul Matese. Da queste parti la tappa è d'obbligo per mangiare in questo periodo i virni, funghi primaverili raccolti sulle alture che circondano la bellissima cittadina di Cerreto Sannita. Un punto di riferimento buono è la bella cornice di Casale San Lorenzello (via Fontana San Marco, San Lorenzello - 366.1381865), struttura gestita da Diego Privilege. I virni sono da non perdere con le tradizionali tagliatelle tirate a mano, nella goduriosa versione della straciatella (uova e formaggio) o a zuppa con gli asparagi selvatici. Prima dei virni, l'immancabile antipasto che, oltre ai formaggi e ai salumi matesini, propone i sottolio prodotti direttamente in azienda. Per proseguire tanta carne.

 

A giugno

Se la visita cade a giugno, il mese in cui l'orto inizia a donare i suoi preziosissimi tesori, la sosta è obbligata da Corte Ciervo (contrada Purgatorio 3, San Salvatore Telesino - 0824.975392 - www.corteciervo.com). L'accogliente struttura è incastonata tra le antiche mura di Telesia, la gloriosa città sannitico-romana. Qui, la brava e mai doma Marilena De Filippo è impegnata nella continua ricerca in cucina. Delizia i suoi ospiti con piatti dalla semplicità inaspettata, che vengono sapientemente esaltati grazie anche all'utilizzo di erbe spontanee, che la cuoca raccoglie direttamente nei campi e sulle alture titernine. Il punto forte dell'agriturismo è una proposta di prodotti di altissima qualità. Si comincia dall'imperdibile banco di formaggi vaccini di produzione propria, che fanno compagnia ai salumi e le carni degli animali dell'allevamento aziendale, sapientemente diretto da Stefano Ciervo.

 

A luglio

A luglio lasciamo la Valle Telesina per raggiungere il cuore della valle del Tammaro e godere della particolare offerta dell'agriturismo Di Fiore (contrada Coste, Morcone - 0824.951281 - www.agriturismodifiore.it). Una suggestiva e accogliente struttura incastonata tra il verde e l'azzurro, a oltre 600 metri di quota, dove da decenni per volontà della signora Carla si coltiva anche il farro, raccolto proprio nel mese che profuma di estate. E proprio la zuppa di farro costituisce uno delle proposte imperdibili dell'agriturismo. Una buona parte delle produzioni aziendali viene reimpiegata nella cucina della struttura ricettiva, che produce anche un imperdibile olio extravergine di oliva. Anche qui, ovviamente, scorpacciate di saporiti formaggi e ottime carni, mentre altre chicche da non perdere sono le paste fatte a mano, soprattutto quelle preparate con farina di saragolla, condite con sughi al sapore dell'orto e del sottobosco.

 

Ad agosto

Nel pieno dell'estate, ad agosto, andiamo a refrigerarci all'agriturismo Serra del Taburno (contrada Serre 3, Tocco Caudio - 0824.888493) nel cuore del Parco regionale del Taburno. In questa oasi di pace, ad agosto inizia la raccolta dei migliori peperoni beneventani, che vengono proposti tassativamente ripieni. Un piatto semplice, di grande tradizione, che da solo vale il viaggio in questo scenario di alta quota (siamo intorno agli 800 metri di altitudine) dove nonostante il caldo possiamo osare con i buoni e saporiti formaggi, in particolare il pecorino locale, le carni e godere della bontà di tutte quelle materie prime di produzione propria che vengono trasformate in prodotti e piatti dai sapori di una volta, che fanno risvegliare i sensi. Da non perdere i primi, tutti preparati con pasta fatta a mano, tra cui gli immancabili cecatielli.

 

A settembre

Arrivato settembre non resta che far ritorno nella terra titernina. Tappa obbligata in quest'occasione è la bellissima cittadina di Cusano Mutri, adagiata ai piedi delle vette matesine, per non perdersi i funghi porcini raccolti nei castagneti della frazione Civitella Licinio, sicuramente tra i migliori che si trovano nei boschi dell'Appennino centro-meridionale. Particolarmente consigliato l'agriturismo Casale Vitelli (contrada Caiazzano, Cusano Mutri - 329.1474642) per provare la cucina della vulcanica e accogliente Margherita Velardo, che eccelle nelle proposte di orto e erbe spontanee e propone imperdibili dolci della tradizione. Anche in questo caso immancabile le paste tirate a mano, tanta carne (anche agnello) e salsiccia alla griglia, con abbondanti porzioni di formaggi e salumi.

 

A ottobre 

Ottobre porta con sé le mele annurche. Destinazione campagna saticulina, per raggiungere l'agriturismo Ape Regina (località Molino Corte, Sant'Agata dei Goti - 0823.956698 - www.agriturismoaperegina.it), creatura di Marco Razzano. Da non perdere il fagottino dolce ripieno con le saporite e inconfondibili mele, da cui si ottiene anche il delizioso liquore di fine pasto. Qui le stagioni sono scandite dall'alternarsi della frutta, che è il punto di forza della produzione aziendale. Tra i piatti da non perdere, nell'arco dell'intero anno, quelli a base di carne di maiale, oltre ai primi che spaziano dai cavatelli con i funghi porcini, salsiccia e zucchine ai fagottini di pasta con il radicchio, provola e ricotta. Altra eccellenza della produzione aziendale sono vari tipi di miele: da farne grande scorta.

 

A novembre

Novembre è il mese dell'olio extravergine di oliva. Il tour ci porta da Masseria Frangiosa (località Torrepalazzo, Torrecuso - 0824.874557 - www.masseriafrangiosa.it) struttura che vede all'opera l'intera famiglia di Antonio Frangiosa. Ambiente rilassante, cucina dai sapori autentici. L'olio fa la parte del leone anche nella preparazione dei deliziosi vasetti di melanzane, funghi, asparagi selvatici e carciofini, che possiamo degustare negli antipasti e portarli a casa a fine pranzo. Ottime le portate di carne, utilizzate anche le parti meno nobili del maiale, come la pancetta, accompagnata da verza o altre verdure. Da non perdere le paste ripiene. Interessanti anche le proposte dei dolci che chiudono le tavolate.

 

A dicembre

Dicembre è il mese migliore per godere dell'intenso sapore del tartufo bianco. Questa perla gastronomica è particolarmente abbondante nel sottobosco delle colline che dominano la città di Benevento. Girovagando tra questi luoghi ameni è impensabile non fare tappa all'agriturismo Le Peonie (via Pescara 20, Sant’Angelo a Cupolo - 0824 41635 - www.agriturismolepeonie.it) della famiglia Masiello, che vede al timone in cucina la creatività dell'agrichef Alessandro Della Rocca. Alla base dei menù i prodotti dell'azienda e di altre aziende del circuito di Campagna Amica e Coldiretti. Le proposte sono di grande interesse, con le radici che affondano nella tradizione del territorio, reinterpretate con tanta sapienza gastronomica. Ed ecco spuntare sushi di marchigiana, le pizze con verdure e croccanti fritture con i prodotti dell'orto.

 

A gennaio

Gennaio significa maiale. Se vogliamo degustare tutto il sapore dell'animale sacro per il popolo Longobardo la destinazione perfetta è l'agriturismo Mastrofrancesco (contrada Piana 262, Morcone - 328.6229999 - www.mastrofrancesco.it). Si dice in giro che Dino Martino sia capace di sussurrare ai maiali, soprattutto a quelli di razza casertano nero, i prediletti nel suo allevamento. In inverno gustiamo la carne fresca, da quella utilizzata per preparare i sughi per le paste a mano fino all'imperdibile brace e alla sontuosa farzora (con papacelle e patate). Per tutto l'anno godiamo di salumi che raggiungono un livello di eccellenza impensabile. Altro punto forte della cucina di questo agriturismo è la variegata proposta di erbe di campo, impiegate soprattutto per primi che resteranno impressi nella memoria per lunghissimo tempo.

 

A febbraio

Ci avviciniamo alla fine del nostro lungo tour. Siamo a febbraio, il periodo del Carnevale. Nella campagna ritornano i broccoli, le cipolle e i carciofi, altra delizia della terra sannita. Proposto in svariati modi all'agriturismo La vecchia fattoria (contrada Piana Romana, Pietrelcina - 0824.991563 - www.lavecchiafattoriaagriturismo.it). Nella terra benedetta da San Pio il carciofo è diventato presidio Slow Food. Proposta classica, che spazia tra i salumi, formaggi e tanta carne dei propri allevamenti. Trionfano i primi piatti, soprattutto quelli insaporiti dall'orto aziendale, paste fatte a mano che diventano ancora più stuzzicanti quando a spadroneggiare è il carciofo.

 

A marzo

Con il risveglio primaverile, il protagonista imperdibile a tavola è l'asparago selvatico. Si torna nel Titerno, sulle alture cerretesi, dove questo prodotto spontaneo è protagonista anche di una storica sagra. Trovandoci da queste parti, pit stop obbligato all'agriturismo Francemili (via Pontecolonna 72, Cerreto Sannita - 0824.861833 - www.agriturismofrancemili.it). La proposta è di prodotti coltivati e allevati con l’impegno e la sapienza di un tempo, che in cucina vengono deliziosamente orchestrati dalla maestria di Dina. Da queste parti sono da non perdere anche i taralli fatti a mano alle uova fresche. Non mancano mai, ovviamente, salumi e formaggi e tanta buona carne, con pollo e agnello di pregevole qualità.

 

Ad aprile

Non ci resta che chiudere con piselli e soprattutto fave. Dritti, dritti verso l'agriturismo Torre Vecchia Marafi (via Marafi 137 - Faicchio - 0824.819063 - www.torrevecchiadimarafi.it). Perché da queste parti? Perché qui il pecorino è ottenuto dal latte di razza laticauda e la fattoria didattica permette di fare tutto il percorso dal latte al formaggio. Fave, pecorino e pancetta per incorniciare un pranzo ricco delle proposte della raffinata cucina della signora Marilena: gli antipasti della casa, la pasta lavorata a mano, salumi, grigliate e agnello laticauda cucinato con varie ricette locali, torte rustiche al formaggio e profumatissimi dolci da accompagnare con liquori preparati in casa. E siamo così ritornati a maggio, riprendendo la nostra giostra gastronomica dal punto in cui eravamo partiti, per un viaggio senza tempo in una cucina robusta e schietta. Il Sannio, un percorso a tavola che dura dodici mesi all'anno. Un viaggio senza fine, perché qui il tempo sembra essersi fermato.