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Luffa, la spugna naturale

Luffa, la spugna naturale

di Ida Paradiso

Tra le molte coltivazioni che possiamo avviare sul nostro balcone, una di quelle più originali è senza dubbio la luffa. Visivamente simile ad una zucchina, è commestibile, buona soprattutto nelle zuppe di verdure, ma il suo frutto è in realtà molto più utilizzato per produrre spugne naturali dai mille usi. Se vogliamo cimentarci in questa particolare coltivazione, ecco le indicazioni fondamentali:

1) La luffa è una pianta della famiglia delle cucurbitacee (quella a cui appartengono, per intenderci, zucche e zucchine), proveniente dall’Oriente e molto diffusa in quei territori. Il nome scientifico delle varietà più diffuse è Luffa cylindrica e Luffa acutangola, ma ne esistono anche altre. Dato che è una pianta davvero poco diffusa, difficilmente troveremo in vivaio piantine già pronte da travasare. Sarà quindi necessario partire dai semi, facilmente reperibili online e nei siti di vendita specializzati.

2) La luffa va seminata in primavera (aprile/maggio), collocando due o tre semi (lasciati in ammollo per qualche ora per facilitare la germinazione) in buchette singole, che ricopriremo poi con una spolverata di terreno fresco. In alternativa, possiamo seminare in piccoli contenitori (vasetti o semenzai) per poi trasferire le piantine già parzialmente sviluppate nel contenitore definitivo. Come tutte le cucurbitacee, la luffa ha bisogno di molto spazio e di un terreno particolarmente ricco di sostanze organiche e nutrienti. Per questo sarà molto importante scegliere un contenitore abbastanza capiente e potrà essere utile anche effettuare fertilizzazioni periodiche durante tutto il periodo vegetativo.

3) Dato che la luffa è una pianta rampicante, dovremo predisporre dei sostegni a cui i tralci ed i frutti si potranno sostenere. Possiamo utilizzare, a seconda delle caratteristiche del nostro balcone, diverse soluzioni: graticciati, reti metalliche, bastoncini di bambù o, perché no, anche le ringhiere se è di nostro gusto. La cosa importante è che i sostegni siano robusti a sufficienza per reggere il peso dei frutti.

4) Per produrre le spugne, dovremo attendere che i frutti abbiano completato il loro ciclo di maturazione, che ha una durata di circa cinque mesi. Una volta maturi, i frutti perdono il colore verde e si colorano completamente di marrone. A questo punto potremo staccarli dalla pianta e sbucciarli, tagliando il picciolo. Una volta eliminata la buccia, bisognerà liberare l’interno dai semi e da altri residui vegetativi per ottenere le spugne pulite. Il metodo migliore è immergerli in acqua per alcune ore, spremendo poi l’interno per agevolare la fuoriuscita dei semi. Se necessario, potremo ripetere l’operazione più volte, fino ad ottenere spugne completamente pulite. Possiamo anche conservare i semi, puliti, per utilizzarli nella semina dell’anno successivo.

5) Le spugne di luffa possono essere usate per l’igiene della persona (sono infatti completamente naturali ed anallergiche), come leggero esfoliante, o per la pulizia della casa. Una volta consumate, potranno essere smaltite nell’organico o in compostiera, poiché sono a tutti gli effetti scarti di cucina. 6) Per provare i nostri frutti di luffa in cucina, li dovremo raccogliere quando saranno ancora giovani e teneri (prima, cioè, della completa maturazione). Sono molto simili alle zucchine come colore e consistenza, ma non per il sapore che è leggermente amarognolo e stopposo. Possiamo provarla facendola stufare con altre verdure in minestrone o friggendola (che il fritto, si sa, valorizza qualunque cibo).

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