Pablo Neruda, la cipolla e le lacrime del compagno Alicata

Pablo Neruda, la cipolla e le lacrime del compagno Alicata

di Alfonso Sarno

 

“Anfora luminosa…chiara come un pianeta, e destinata a brillare, costellazione costante, rotonda rosa d’acqua, sopra la tavola delle povera gente”: così il premio Nobel Pablo Neruda celebrava la cipolla rossa, alla base di molte ricette della cucina cilena come la cazuela; le empanadas de pino ovvero un calzone fritto o al forno ripieno di carne, uova soda ed, appunto, cipolla; il pastel de choco, il chupe de centolla e il cheviche. Ed è proprio quest’ultimo – gamberi freschi, succo di limone o lime, succo di arancia, cipolle, pomodori, coriandolo, senape, olio, sale e pepe - uno dei piatti presenti nel suggestivo, immaginifico romanzo, fresco di stampa, firmato a quattro mani da Andrea De Simone e Tonino Scala, arricchito dalle introduzioni di Pietro Folena, Isaia Sales e Franco Tavella. Racconto della sfida culinaria a base, proprio di cipolla, tra il poeta cileno e Mario Alicata, fine intellettuale, parlamentare e dirigente comunista di lungo corso. A fare da sfondo - siamo nel 1952 – Capri, dove Neruda, per essersi opposto alla dittatura di Gabriel Gonzales Videla, trovò rifugio grazie all’intervento dell’amico e compagno italiano, incaricato dal Pci di tenere i rapporti con gli intellettuali. Fu quest’ultimo ad adoperarsi per farlo ospitare da Edwin Cerio ed, incauto, ad ideare il singolar tenzone che verteva nell’acconciare nelle maniere più diverse l’aromatica, antichissima pianta, simbolo per gli egizi di vita eterna. Ad accompagnare Neruda, la cantante e scrittrice Matilde Urrutia, grande amore della sua vita - per lei lasciò la moglie Delia del Carril – sposata civilmente durante il soggiorno nell’Isola azzurra, e che gli fu, nella casa di via Tragara, compagna nella prima prova a base di ceviche di gamberi di Capri; insalata di piuma cipollina cioè insalata verde, scarole ed altre verdure oltre, naturalmente l’erba cipollina; cipolle marinate al vino rosso ed, infine, un pasticcio dove nel tegame si alternavano strati di cipolle e di patate, passati poi nel passaverdura ed amalgamati a tuorli d’uovo ed albumi montati. Raccontano De Simone e Scala: “Furono così bravi nella preparazione dei piatti che Alicata e la moglie Giuliana si resero conto che era impossibile vincere”. Non restava altro che arrendersi, ammettere la sconfitta, annullare la seconda prova che aveva nel menu – immaginato dagli autori – pasta alla genovese, frittata di cipolle, fegato di vitellone accompagnato dalle cipolle a listarelle ed, infine, l’insalata contadina con le ramate di Montoro, pomodori San Marzano, patate, pane di granone biscottato, olio, sale, pepe ed odori. Un romanzo dove la cucina, il cibo con i suoi odori e la sinfonia di sapori si intrecciano strettamente con gli amori, le speranze e la voglia di vivere di una generazione che con coraggio, anche a rischio della vita, si metteva in gioco per disegnare un mondo migliore, più equo e tollerante, in cui ad ognuno era assicurato il necessario. Titolo: Pablo Neruda, la cipolla e le lacrime del compagno Alicata” Autori: Andrea De Simone e Tonino Scala Editore: Utopia Edizioni Costo: 13 euro