Il pranzo della domenica. Campania.

Il pranzo della domenica. Campania.

di Alfonso Sarno

Per un campano verace il pranzo della domenica deve iniziare tardi, non prima delle 13.30 o le 14.00 dopo Messa, struscio e sosta al caffè per il rituale inciucio e sconfinare nel primo pomeriggio quando sazio si concederà il riposino della controra in modo d’essere vispo ed arzillo per commentare i risultati delle partite o, se non ama il calcio, trasformarsi in un emulo di Alberto Dandolo, il giornalista di costume terrore delle celebrità di cui conosce luci e, soprattutto, le estreme ombre.

A volte in un ring dove rinfacciarsi torti, gelosie e tradimenti come in “Sabato, domenica e lunedì”, commedia di Eduardo De Filippo: il ragù domenicale fatto pippiare a lungo e con tanta cura da Donna Rosa Priore si trasforma simbolicamente in sangue che macchia la bianca ricamata tovaglia.

Sia come sia costituisce un importante, imprescindibile appuntamento, rappresentazione corale a cui dedicare la massima attenzione, “parentesi slow – scrive Pasquale Raicaldo nella presentazone del librino – in un mondo in continuo movimento e che proprio fermandosi – lockdown docet – ha compreso l’irrinunciabile valore della pausa”.

In un trionfo dei sapori e tipicità esaltati attraverso le ricette di venti cuochi, espressione dei migliori ristoranti e trattorie della Campania ovvero Gaetano e Pasquale Torrente del “Convento” di Cetara, Gianluca D’Ambra del “Giardino Eden” di Ischia, Pasquale Palamaro del “Regina Isabella” di Lacco Ameno, Luigi Vuotto del “Grotelle” di Capri, Nunzio Spagnuolo di “Rada” di Positano, Irene Cacace del ristorante “Da Emilia dal 1947” di Sorrento, Renato Martino di “Vairo al Volturno” di Vairano Patenora, Vincenzo Carola del “Vecchio Saracino” di Agropoli, Luigi Mello del “Mar’s Beach” di Marina del Cantone, Lello Tornatore della “Tenuta Montelaura” di Celzi di Forino, Paola Di Peso di “Traiano dal 1985” di Benevento, Gerardo Apicella della trattoria “Da Lorenzo” di Scala e per Napoli: Salvatore Giugliano (“Mimì alla Ferrovia”), la Famiglia Vitiello (Trattoria “Da Nennella), Andrea Cariati (“Trattoria dell’Oca”), la Famiglia Di Porzio (Ristorante “Umberto”), Alfonso Matozzi dell’omonimo locale, Raffaele Sannino (“La Bersagliera”), Raffaele Mocerino (“Leon d’Oro”), Antonietta Imperatrice (“Osteria della mattonella”).

Sono loro a regalare al lettore ricette della tradizione classica a base di verdure, pesce azzurro, pane e pomodoro, torta caprese, genovese, pasta e fagioli con le cozze ed altre innovative: bao bun (panetto cotto al vapore tipico della Cina) ripieno di soffritto, baccalà in tempura al timo limonato, tonno rosso, avocado, melanzana e cipolla rossa. Accompagnate da descrizione di monumenti, chiese e palazzi, curiosità dei luoghi. In modo da unire le bellezze della tavola con quelle dell’anima.

Titolo: “Il pranzo della domenica. Campania”

Autori: Vari Editore: La Repubblica.

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