Patrizio Rispo

Patrizio Rispo

di Annatina Franzese

Era il 21 ottobre del 1996, quando, “Un Posto al Sole, la popolare soap opera di Rai 3, fece capolino nelle case degli italiani. Tra i protagonisti, lui, il napoletano Patrizio Rispo. Da allora, sono trascorsi circa 24 anni, “Un Posto al sole” continua a farci compagnia tutte le sere e il simpatico personaggio interpretato da Rispo, il portiere Raffaele Giordano, oltre ad essere diventato un punto di riferimento per il pubblico e per gli altri protagonisti, è un jolly per gli autori che in tutti questi anni hanno sviscerato ed approfondito la sua storia e la sua figura, sino a renderla una condizione necessaria e sufficiente al quotidiano svilupparsi della trama.

“In questi ventiquattro anni è come se avessi interpretato circa 1800 film. Il mio personaggio è cresciuto, si è evoluto ed io, ho avuto modo di potermi misurare in più prove. Si è andati dietro. Oltre il personaggio”, mi racconta.

Nato a Napoli il 26 agosto 1956, Patrizio Rispo è un attore italiano con importanti esperienze alle spalle. Ha iniziato a lavorare come attore di cabaret con un gruppo chiamato “Il criticone” formato da Francesco Paolantoni e Mario Porfito e nel cinema come stuntman. A teatro, ha recitato al fianco di grandi interpreti come Vittorio Caprioli, Carla Gravina, Eros Pagni, Valeria Moriconi. Per cinque anni, ha avuto una compagnia teatrale con Biagio Izzo, Mario Porfito e Mimmo Esposito. È stato anche nel cast di Ricomincio da tre di e con Massimo Troisi ed ha scritto diverse commedie teatrali. Oltre ad essere un ottimo attore, Patrizio è un provetto cuoco nonché cultore della materia e autore di un libro di cucina.

Come nasce la passione per la cucina?

“Noi Rispo abbiamo la cucina che ci scorre nel sangue. E’amore, passione, tradizione ed ognuno ha il suo stile. La mia nonna paterna nonostante provenisse da una famiglia agiata era bravissima in cucina e nei mestieri di casa. Il mio bisnonno infatti, aveva 5 figlie femmine e pretendeva che ognuna fosse formata alle regole del focolare domestico a 360°. Mia nonna ha trasmesso ai suoi figli, tra cui mio padre, tutte le sue conoscenze”.

Che tipo di cucina è la tua?

“Amo improvvisare così in scena come in cucina, arricchendo i personaggi ed i piatti con qualcosa di mio. Mi piace cucinare primi piatti perché mi consentono di essere più libero di osare e prediligo la carne, con cui posso inventarmi salse e salsine, come materia prima. La mia è una cucina che amo definire 'sporca' perché tradizionale, ma ricca di contaminazioni e commistioni. Questo, probabilmente, è dovuto allo shock gastronomico vissuto durante la mia vita da teatrante in giro per l’Italia che mi ha permesso di entrare in contatto con i posti, le persone, i sapori più reconditi”.

Quando hai cominciato a cucinare?

“Ho cominciato a cucinare quando mi sono trasferito a Roma per lavoro. Ogni qualvolta tornavo a Napoli, portavo con me quaderni e fogliettini di mia madre e di mia nonna con le ricette oppur,e quando volevo preparare qualcosa di particolare, mi consultavo telefonicamente con loro. Cucinavo per tutti. Casa mia all’epoca divenne un punto di ritrovo”.

Poi?

“Nel corso degli anni queste ricette sono aumentate. Avevo fogliettini con appunti sparsi ovunque e decisi di raccoglierli tutti insieme dando vita ad un ricettario da stampare in edizione limitata e da distribuire ai miei parenti stretti. Successivamente, spesso mi capitava di incontrare per strada amici dei miei parenti, parenti dei parenti, che mi dicevano di aver replicato a casa le mie ricette fotocopiando le pagine del ricettario. Allora, mi si è accesa la lampadina. Ero prossimo al matrimonio ed ho deciso di ristampare il ricettario e di renderlo la mia bomboniera di nozze. Alla festa erano presenti anche membri della produzione Rai i quali, hanno pensato poi, di regalare il mio libro come gadget di Natale ad attori, maestranze e produzione".

Quando il ricettario è stato pubblicato diventando un vero e proprio libro?

“Nel 2006 ed è stato edito da Graf Editore. Non poteva che chiamarsi “Un Pasto al Sole”. Successivamente, ha visto la luce nel 2014 una nuova versione riveduta, ampliata ed aggiornata, a cura di Rai Eri”.

Hai mai pensato ad nuovo lavoro editoriale?

“No, però, effettivamente…” Cucini a casa? “Quando abbiamo ospiti mi piace darmi un tono, anche se, durante il lockdown ho cucinato sempre io. Adesso, mi sono un po’ liberato da questo compito quotidiano. Era diventato pesante dover accontentare i gusti di tutta la famiglia a pranzo e a cena”, sorride.

A proposito di emergenza sanitaria, ”Un posto al sole” si occupa spesso nelle sue storie di problematiche sociali, entrando nella storia reale e quotidiana del nostro paese. Come mai nella trama, non ci sono riferimenti all’emergenza sanitaria che stiamo vivendo? Come state vivendo sul set questo momento?

“Abbiamo ripreso a girare, ma in totale sicurezza e limitando al massimo i contatti. Non abbiamo più parrucchieri, truccatori ed arriviamo già preparati da casa. La trama, volutamente e per scelta della produzione, non tocca il tema dell’emergenza sanitaria. E’ necessario rimanere fuori, al di sopra della situazione e continuare a regalare ai telespettatori un momento di leggerezza e di spensieratezza”.

Progetti futuri?

“Sono una persona fortunata. Sto continuando a lavorare nonostante il dramma che ha investito la mia categoria, totalmente dimenticata. Riconoscendo la mia fortuna, mi sto spendendo molto affinchè in Italia si stili un 'Registro degli Attori Italiani' e affinchè siano istituite per gli stessi delle forme di tutela e sostegno. Gli attori non sono solo quelli più famosi. Lo spettacolo e tutto quanto ruota intorno ad esso è un mondo ampio. Abbiamo in ginocchio centinaia di migliaia di persone che, ad oggi, non riescono nemmeno a garantirsi il pranzo e la cena".

Patrizio Rispo è membro del CDA del Teatro Stabile di Napoli, gestore del Teatro San Ferdinando e del Teatro Mercadante.

“Abbiamo voluto fortemente debuttare e lavorare ad una bella e ricca programmazione. Ci siamo riusciti e siamo andati in scena. Sui siti ci sono tutti gli orari e le date degli spettacoli”, ci tiene a precisarmi soddisfatto.

All’atto della simpatica e confidenziale chiacchierata tra me e Patrizio Rispo, nulla faceva presagire che di lì a pochi giorni, nuovi provvedimenti normativi sarebbero stati pronunciati e la nostra vita avrebbe di nuovo subito una battuta d’arresto. Oggi, ogni programmazione è stata sospesa, cinema e teatri sono stati chiusi. Nonostante la cultura sembra essere stata posta in stand by, sono sicura che presto l’occhio di bue si riaccenderà, il sipario si riaprirà e noi, saremo tutti lì in platea ad applaudire ed ad applaudirci. Perché ce lo dobbiamo. Perché ve lo dobbiamo.

 

La pizza di castagne di Patrizio Rispo

 

Ingredienti

  • 1 dose di pasta frolla
  • Zucchero a velo

Per la crema

  • 1,5 kg di castagne scorzate
  • 300 g di cioccolato fondente
  • 750 g di zucchero
  • 2 buste di vaniglia
  • 2 buste di cannella
  • 200 g di latte

 

Procedimento

Lessa le castagne senza sale e passale al mulinello. Metti al fuoco, in un recipiente, cioccolato smazzato, zucchero e latte e fai sciogliere a fiamma molto bassa; aggiungi la crema di castagne, le spezie e amalgama.

Rivesti un ruoto con la pasta frolla, farcisci con la crema di castagne, ricopri con altra pasta frolla e inforna a fiamma moderata.

Dopo sfornata, spolvera con zucchero a velo.

Ricorda di pesare le castagne già sbucciate!