Ornella Buzzone

Ornella Buzzone

di Annatina Franzese

O la ami o la odi. Ornella Buzzone è così. Mezze misure con lei non esistono, così come non esistono sfumature né sentimenti di mezzo. Quando si mette in testa una cosa, la fa e quando deve dirti qualcosa, pure. In un settore, quale quello del food, ancora troppo spesso appannaggio e prerogativa di soli uomini, il profilo della casertana, chef e food blogger per passione e professione, è esempio di affermazione oltrechè sunto in grado di confutare i pregiudizi e le erronee convinzioni, ancora molto radicate, rispetto alla figura della donna in cucina.

Ornella oggi è la proprietaria del Public House – Burger Gourmet, un piccolo pub alle spalle della Reggia di Caserta ed è sul web il volto del suo blog “Fatto in casa è più buono”, riferimento per molti e contenitore del gusto.

La sua passione per la cucina, ha radici antiche e le è stata trasmessa da entrambe le nonne, materna e paterna. In particolare, come ama raccontare, “la mia nonna materna gestiva con il mio bisnonno un ristorante molto rinomato a Caserta. Io, da bambina, quando in qualche occasione di festa tutta la famiglia si riuniva al ristorante, amavo trascorrere tanto tempo in cucina, anche solo a guardare. Mi incantavano le varie fasi della preparazione, l’impiattamento. Appena adolescente, quando la gestione è passata nelle mani di mia zia, spesso, il pomeriggio, piuttosto che stare in giro con le amiche, amavo andare lì e carpire i trucchi del mestiere. Una volta lo chef mi insegnava come tagliare le verdure, un’altra come preparare i dolci in un certo modo...”.

Ha sempre cucinato a casa, Ornella, ma l’idea della cucina, intesa come lavoro, era lontana da lei, quasi un miraggio.

“Mio padre non voleva. L’idea che io potessi frequentare un Istituto Alberghiero non è mai stata contemplata da lui in quanto considerava l’ambiente un po’troppo maschile e la vita in cucina pesante e sacrificata per una donna. Ho frequentato il Liceo Linguistico dove mi sono diplomata e dopo ho fatto mille lavori. Tuttavia, nessuno mi esprimeva pienamente”.

Dopo aver lasciato l’ultimo lavoro della lista, quello da commessa, la Buzzone decide di creare un blog dove poter raccogliere tutte le sue ricette. Di fatto, in casa, ha cominciato a cucinare sin da piccola e non ha più smesso, dunque, perché non darsi un’opportunità? Il blog è diventato nel corso dei mesi un contenitore, che accompagna, ad ogni ricetta, un aneddoto di vita. Il nome, “Fatto in casa è più buono”, nasce per caso, durante una spesa al supermercato.

“Ero al supermercato e all’epoca, c’era una linea di biscotti che più o meno si chiamava così. Rimasi molto colpita perché, di fatto, era un nome che rispecchiava molto quello che io volevo fare. Volevo un posto dove pubblicare le mie ricette e condividerle con altri appassionati come me. Fare la food blogger mi è talmente piaciuto che, una volta cominciato, non ho più lasciato. Mi sono iscritta all’Associazione Italiana Food Blogger e con loro ho cominciato a girare tantissimo. Ero di fatto una disoccupata in quel periodo, ma la mia vita era ricca di eventi e conoscenze”.

Al ritorno da una breve esperienza in Olanda, dove Ornella è chiamata ad insegnare i piatti della cucina italiana ed in particolare, i piatti della cucina partenopea, si palesa la svolta. “Una mia conoscente mi informò che c’erano degli investitori alla ricerca di una cuoca da inserire in una paninoteca, o meglio, in un fast food in apertura proprio di fronte alla Reggia di Caserta in un posto che ancora oggi mi piace tantissimo. Inizialmente, devo dire, l’idea non mi entusiasmò tantissimo un po’ per il format ed un po’ perché pensavo di non essere in grado. Poi, parlando con gli investitori, centrammo la quadra e nacque il Public House. Amando la cucina, pur non avendo mai avuto un locale, sono riuscita a convincerli a cambiare tipo di locale, a scegliere una certa materia prima e ad abbandonare l’idea del fast food. Sulle carte ero una dipendente, ma di fatto, sin dall’inizio, la mia figura era punto di riferimento per tutti. Non solo in cucina. Il proprietario dopo un po’ abbandonò il progetto ed io acquistai tutto diventando titolare a tutti gli effetti”. Va via quello che fino a pochi mesi prima era il proprietario ed il Public House cambia volto. “Quando sono diventata la proprietaria ho cambiato il locale adattandolo al mio carattere. Negli arredi il Public è diventato chiaro, luminoso. Il menù è diventato più ricco, ampio. Ogni panino è frutto di ricerche, di studio, ma anche di chiacchiere e collaborazioni. C’è sempre una storia dietro che mi piace raccontare e far conoscere. Quando prendo a cuore un’azienda e la sua storia, non posso fare a meno di inserirla in carta. Delle volte, parto da un formaggio e costruisco intorno l’equilibrio di un intero panino. Ogni morso è un’emozione.”

Attenzione per il territorio e rispetto della stagionalità, sono tra i principi essenziali da rispettare per Ornella. Lo sanno bene i clienti, che hanno imparato a conoscerla nel corso degli anni e che lei, non ha remore a redarguire, nel caso in cui, anche solo per sbaglio, le chiedessero la parmigiana di melanzane fuori stagione. “Sono molto territoriale e non accetto per nessuna ragione l’utilizzo di prodotti che non siano di stagione. Delle volte, è capitato anche che mi rivolgessi male a qualche cliente insistente, ma per me, così come ogni cosa ha il suo tempo, ogni prodotto ha la sua stagione”.

Una gestione prevalentemente familiare ed il supporto dei suoi genitori, sono l’irrinunciabile “condicio sine qua non” di Ornella, nonostante il suo carattere forte, testardo e determinato. “Al locale mia sorella Simona gestisce la parte economica e mio cognato Tullio è il mio braccio destro in cucina. I miei genitori all’inizio pensavano fosse un lavoro troppo pesante, ma adesso sono i miei primi sostenitori. Mia nonna paterna, scomparsa pochi mesi fa, un po’ prima di morire mi ha espresso la sua soddisfazione e questo mi ha resa immensamente felice. Certo, ci sono i pro ed i contro nel fare questo mestiere, è inutile negarlo, ma la soddisfazione è tanta. E’ difficoltoso gestire la via privata, amicizie, relazioni, ma fare felice qualcuno con la tua cucina, è troppo bello. E’ brutto fare qualcosa che non ti soddisfa, lo so troppo bene. Prima odiavo la vita, adesso invece, nonostante le difficoltà dovute anche a quest’ultimo anno, vado avanti sempre con il sorriso sulle labbra”.

A proposito dell’emergenza sanitaria, Ornella, come tutti, sta pagando lo scotto subito dalla ristorazione e dalla sua filiera. Con la forza che la contraddistingue e con la ferma volontà di farcela da sola, senza l’aiuto di nessuno, continua a portare avanti il suo sogno e alla squadra ripete: “Galleggiamo oggi per non affondare domani”.

Il Public House, questa primavera, compie sei anni. L’anno scorso, pochi giorni prima dell’inizio della pandemia, la Buzzone aveva pensato di allargarsi, prendendo un piccolo locale adiacente, collegato, di 40 metri quadrati, per recuperare qualche posto a sedere. E’ tutto pronto, i lavori sono terminati, ma ovviamente l’apertura è stata rinviata a tempi migliori.

“Approfitto di questo spazio per comunicare a chi è già mio cliente e a chi magari lo diventerà, che il Public House, quando riaprirà le porte, si allargherà. Posso?!”

Certo Ornella, puoi. E a noi, non resta che memorizzare il tuo indirizzo, per passarti a trovare.