La cucina di Gerardo Apicella, un testamento di famiglia

La cucina di Gerardo Apicella, un testamento di famiglia

 

Chef si nasce o lo si diventa. E Gerardo Apicella è uno di quelli che sin da bambino è cresciuto a suon di pentole nell’attività di famiglia. A trasmettergli l’amore per la cucina è stata sua mamma Annamaria, profonda conoscitrice di ricette e segreti gastronomici.

Da donna e madre, ha saputo seguire suo marito Lorenzo prima in un’attività nel centro storico di Salerno, per poi trasferirsi a Scala, in Costa d’Amalfi, dove la loro storia d’amore è cresciuta giorno per giorno, così come la passione per la ristorazione trasmessa ai figli.

Luca lavora in sala, mentre in cucina c’è il primogenito Gerardo che, dopo anni di esperienza nelle cucine europee, ha deciso di continuare ad indossare il cappello da chef nell’attività di famiglia.

La loro trattoria “Da Lorenzo” è un omaggio al capofamiglia: un locale che, come un libro, narra i racconti sugli ospiti illustri, sui piatti inventati e quelli storici, sugli amici che da quel luogo son passati per farvi subito ritorno.

“Grazie agli insegnamenti di mia madre e all’amore per la terra in cui vivo, mi trovo quotidianamente a fare i conti con le ricette e i prodotti della nostra tradizione – spiega Gerardo -  sono cresciuto in un ristorante ed è proprio da quel luogo che son partiti i miei sogni”.

Dopo la laurea ha preferito continuare quello che i genitori avevano ottenuto con sacrificio. Una scelta dura per il giovane trentenne, che, però, non si è lasciato spaventare da fuochi e coltelli. Anzi: con determinazione e grinta ha saputo degnamente vestire la sua giacca da cucina, sperimentando ogni giorno abbinamenti capaci di appagare i palati di tutto il mondo.

Il successo della sua trattoria è nascosto nel maniacale legame verso i prodotti che il territorio offre: qui, infatti, il pesce viene servito a regola d’arte.

Baciati dalla frescura dei Monti Lattari e incantati dalle stelle che illuminano la notte, sarà facile perdersi in un’esperienza di gusto accompagnata dall’ospitalità della famiglia Apicella.

 

 

Spaghettoni di Gragnano con calamaretti, pomodorini del Piennolo del Vesuvio e Provolone del Monaco

Di Gerardo e Luca Apicella. Questa ricetta è stata ideata dallo chef con la collaborazione del fratello Luca in una sera d’estate, sorseggiando una bottiglia di bianco Costa d’Amalfi.

INGREDIENTI per 4 persone

(Le dosi non riportate sono quantificabili a piacere, secondo le proprie preferenze) 

  • 4 calamaretti di media grandezza
  • Pomodorini del Piennolo
  • Provolone del Monaco di Agerola
  • Prezzemolo
  • Aglio
  • Sale
  • Pepe
  • Vino bianco
  • Olio evo
  • 500 g di Spaghettoni

 PROCEDIMENTO

 Tagliare ad anelli i calamaretti, non troppo finemente.

Soffriggere aglio ed olio. Quando si raggiungerà un colore abbastanza dorato, unire i calamari. Lasciar cuocere per qualche minuto e sfumare con il vino bianco. Salare, pepare.

Inserire nella padella i pomodorini e lasciare cuocere per una decina di minuti, aggiungendo acqua all’occorrenza

Intanto cuocere la pasta in acqua bollente e salata. A metà cottura, scolare gli spaghetti nel sugo di calamaretti ultimandone la cottura.

Unire abbondante Provolone del Monaco grattugiato aiutandosi con l’acqua di cottura.

Infine, aggiungere il prezzemolo tritato e servire.

 

“La scassata”

Di Gerardo Apicella

INGREDIENTI

Per la crema:

  • 1/2 kg di ricotta di mucca Jersey
  • 150 g di zucchero
  • 100 g di canditi assortiti
  • 100 g gocce di cioccolato fondente
  • ½ tazzina di Marsala

 Per il crumble:

  • 200 g di farina
  • 200 g di burro
  • 200 g di mandorle tritate
  • 200 g di zucchero

 

PREPARAZIONE:

Montare la ricotta con lo zucchero fino ad ottenere una crema liscia e compatta.

Unire i canditi tagliati a cubetti, il cioccolato, il Marsala, amalgamare il tutto e lasciare in frigorifero.

Preparare il crumble con il burro a pomata (fare attenzione a non fonderlo) e tutti gli altri ingredienti. Far riposare l’impasto in frigorifero per 30 minuti.

Stendere l’impasto con un matterello (1/2 cm di spessore) ed infornare a 170° per 20 minuti a forno ventilato.

Impiattare alternando crema e pasta biscotto sbriciolata. Non sarà necessario seguire una logica ma soltanto la propria fantasia.