Matera, il riscatto della storia

Matera, il riscatto della storia

Da “vergogna d’Italia” a Patrimonio Unesco e Capitale Europea della Cultura.

Testi e foto di Arianna Bruno

È una storia di riscatto e di meraviglie quella di Matera, conosciuta come “la città dei Sassi” e divenuta ormai un simbolo per l’Italia intera ed un orgoglio per il Meridione. Un paese lucano situato nella Murgia che oggi conta 60mila abitanti e che di strada ne ha fatta tanta, riuscendo ad ottenere la designazione di Capitale Europea della Cultura per l’anno 2019. Ma Matera non è sempre stata così, anzi: ha vissuto anni difficili, perfettamente descritti dall’autore Carlo Levi all’interno dell’opera “Cristo si è fermato ad Eboli”.

Tutto ha avuto inizio alla fine del ‘700, periodo in cui l’ecosistema dei Sassi – che fino a quel momento aveva mantenuto un regime di sostenibilità – iniziò a “crollare”. Negli anni l’espansione cittadina, l’aumento demografico e la crisi della pastorizia determinarono uno sconvolgimento della situazione che portò alla vera e propria crisi: il perimetro cittadino fu allargato, le grotte dei sassi furono ampliate per ospitare nuclei familiari sempre più numerosi, cisterne e chiese rupestri si trasformarono in abitazioni. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, la popolazione viveva in povertà, arretratezza e condizioni sanitarie degradanti. Secondo le statistiche, la mortalità infantile raggiunse a Matera una percentuale catastrofica, basti pensare che su 1000 bambini, 463 nascevano morti, contro la media nazionale ferma a 112.

Il 1948 fu l’anno della svolta: dopo la denuncia di Levi, nacque la questione dei Sassi, sollevata da Palmiro Togliatti prima e da Alcide De Gasperi dopo. Nel 1952 una legge nazionale stabilì lo sgombero dei Sassi e la costruzione di nuovi quartieri residenziali, seguita, nel 1986, da una nuova legge che finanziò il recupero degli antichi rioni, lasciati fino a quel momento all’abbandono e al degrado per 30 anni. Nel ’93, in una Conferenza a Cartagena de Indias, la città venne proclamata Patrimonio dell’Umanità.

Oggi Matera è un groviglio di cultura ed emozioni. L’area dei Sassi, un’immensa distesa di abitazioni perfettamente incastonate l’una dentro l’altra, offre la possibilità di immergersi per qualche ora in una passeggiata che fa tornare indietro nel tempo.

Botteghe, piccole gallerie d’arte, ristoranti di cucina tipica sono ciò che si può incontrare camminando tra le casette incastonate nella roccia. Viva e con tanta voglia di raccontarsi: ogni angolo di Matera è una scoperta, perché, da ovunque la si guardi, se ne può ammirare la bellezza.  A partire dalla magnificenza della grande Cattedrale, in stile romanico pugliese, costruita nel XIII secolo sullo sperone più alto della Civita che divide i due Sassi (Sasso Barisano e Sasso Caveoso) e dalle numerose chiese, altrettanto degne di nota: la Chiesa di San Giovanni Battista, la Chiesa di San Pietro Caveoso, dal cui belvedere esterno si può ammirare la natura incontaminata delle Murge, la barocca Chiesa di San Francesco d’Assisi, la Chiesa del Purgatorio e la Chiesa di San Domenico. Di particolare interesse sono anche le chiese rupestri, dislocate tra loro e numerose: se ne contano circa 150 scavate nella roccia e sparse lungo le Gravine del Parco della Murgia Materana, ma le più importanti si trovano tra i Sassi: Santa Lucia delle Malve, Santa Maria di Idris e la Cripta del Peccato originale.

Il centro storico, tuttavia, non è l’unico spunto che offre la città di Matera: Palazzo Lanfranchi, fatto costruire da Francesco da Copertino per ordine del vescovo Vincenzo Lanfranchi tra il 1668 e il 1672, è ricco di importanti opere, tra cui spicca, in particolare, “Lucania ‘61”, capolavoro di Carlo Levi: un enorme dipinto di oltre 3 metri di lunghezza che racconta, attraverso suggestive immagini, quella che era la Basilicata nei primi anni ’60. Il Museo archeologico nazionale Domenico Ridola, inoltre, è il più antico della Basilicata: istituito il 9 febbraio del 1911 per volontà del senatore Domenico Ridola, è diviso in cinque sezioni, ognuna incentrata su un’epoca precisa: la più importante è sicuramente quella relativa al Paleolitico, in cui sono custoditi oggetti rinvenuti in diverse località della Murgia Materana, ed in particolare preso la grotta dei pipistrelli.

All’interno dei Sassi, infine, Matera ospita il Musma: inserito nella suggestiva cornice di Palazzo Pomarici, è l’unico museo al mondo “in grotta” ed il più importante italiano dedicato alla scultura.