Il Vesuvio, il vulcano che veglia su Napoli

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Alto 1277 metri sul livello del mare, con un cratere del diametro di 450 metri ed una profondità di 300, è uno dei vulcani più famosi e studiati al mondo.

Il Vesuvio fa parte di un complesso vulcanico attivo da 400.000 anni: l'ultima eruzione in ordine temporale è avvenuta nel marzo del 1944.

La sua sagoma inconfondibile, che si staglia tra terra e cielo, è simbolo della città di Napoli e non manca mai nelle cartoline che lo vedono di sfondo ergersi nella sua maestosità sul golfo della città partenopea.

Il Vesuvio ha un cono esterno tronco, il Monte Somma, la cui cinta craterica è stata in gran parte demolita. All'interno si trova il cono più piccolo rappresentato, appunto, dal vulcano: le due sommità sono separate da un avvallamento denominato Valle del Gigante, parte dell'antica caldera, dove presumibilmente, durante l'eruzione del 79 d.C., si formò il Gran Cono o Vesuvio, il cui profilo, a causa delle eruzioni, è mutato negli anni. La Valle del Gigante è suddivisa in Atrio del Cavallo ad ovest e Valle dell'Inferno ad est.

Il Vesuvio è un vulcano costituito da lave di composizione chimica diversa e formato sia da colate di lava che da depositi piroclastici. Le lave, nel loro procedere verso valle, hanno reso il terreno sottostante molto ricco di silicio e potassio e per questo particolarmente fertile, come testimonia la lussureggiante vegetazione che troviamo ai piedi del monte.

Furono proprio la straordinarietà del paesaggio e la fertilità del terreno a spingere i Greci e poi i Romani a stabilire le prime colonie alle falde del Vesuvio. La flora che si trova nel Parco nazionale del Vesuvio è ricca: più di 1000 sono le specie vegetali, tra cui 19 di orchidee selvatiche, e questa biodiversità rende la visita in questi luoghi molto interessante. Anche la fauna, di conseguenza, è molto ricca e vanta la presenza di uccelli, mammiferi, rettili e anfibi, che hanno trovato nel Parco il loro habitat naturale. Il Parco è fortemente antropizzato: ne fanno parte i Comuni di Boscoreale, Boscotrecase, Ercolano, Massa di Somma, Ottaviano, Pollena Trocchia, San Giuseppe Vesuviano, San Sebastiano al Vesuvio, Sant'Anastasia, Somma Vesuviana, Terzigno, Torre del Greco e Trecase. In molti di questi Comuni la presenza del vulcano ha lasciato tracce indelebili, molte delle quali sono da visitare, come la straordinaria città archeologica di Pompei, gli scavi di Ercolano, oggi arricchiti dalla presenza del Mav (il Museo archeologico virtuale), o l'Antiquarium di Boscoreale.

L'escursione al Vesuvio può essere effettuata tutto l'anno, anche di domenica, ma è preferibile verificare le condizioni metereologiche prima di incamminarsi: in caso di pericolo l’accesso viene chiuso. L’escursione più richiesta, che dura circa 90 minuti, è il percorso verso il cratere che porta al Gran Cono. Le visite sono previste dalle 9 del mattino alle 17 del pomeriggio nei mesi di gennaio, febbraio, aprile, maggio, giugno, settembre, novembre e dicembre; marzo e ottobre dalle 9 alle 16; luglio e agosto dalle 9 alle 18.

In auto il Vesuvio si raggiunge prendendo l'autostrada A3 Napoli-Salerno fino all'uscita di Torre del Greco o Ercolano e poi seguendo le indicazioni, oppure si può prendere l'autobus della compagnia EAV che lo raggiunge da Pompei.